domenica 31 gennaio 2010

Il più grande e penetrante documento ecologico mai concepito dall’uomo

NOTA INTRODUTTIVA: Uno dei più grandi fra tutti i capi indiani, SEATH, meglio conosciuto come Capo Seattle, pronunciò il suo più importante discorso all’Assemblea Tribale del 1854, in preparazione dei trattati fra il governo federale e le tribù indiane dell’Oregon e di Washington, in cui le autorità federali promettevano una riserva, rendite e servizi in cambio di cessioni di terra.
Capo Seattle parlò nel suo elegante dialetto nativo Duwamish e il dott. Smith, che prese nota del suo discorso e lo tradusse, insistette poi nel dire come: “la lingua inglese, pur con tutta la sua ricchezza di vocaboli, si fosse rivelata assolutamente inadeguata a rendere, in traduzione, la bellezza dell’immaginazione e del pensiero originale espresso da Seattle”.
Nel 1976 l’ organizzazione ecologica mondiale UNEP definì il discorso di Seattle come:
“Il più grande e penetrante documento ecologico mai concepito dall’uomo”.
E’ questa la dichiarazione del Capo Indiano Seath della tribù Suwamish , più noto con il nome di Capo Seattle,
“ Il Grande Capo a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra
Come si può comprare o vendere il cielo o il calore della terra?
Per noi è un'idea che ci stupisce. Se non ci appartengono né la freschezza dell’aria né lo scintillio dell'acqua sotto il sole, come potreste comprarcelo?
Ogni piccola parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago di pino, la riva sabbiosa, la bruma dei boschi, ogni insetto che nasce, il suo ronzio... è sacro nella memoria del mio popolo. La linfa che percorre gli alberi porta il ricordo del pellerossa.
I morti dell'uomo bianco si dimenticano della loro terra natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti, invece, non dimenticano mai questa bella terra, perché essa è madre del pellerossa. Siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli, il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli. Le cime rocciose, l'odore delle praterie, il calore del corpo del puledro e l'uomo: tutti apparteniamo alla stessa famiglia.
Quando il Gran Capo di Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra, è molto quello che ci chiede. Il Gran Capo dice che riserverà per noi un posto, dove poter vivere comodamente. Lui sarà nostro padre e noi saremo suoi figli. Per questo, stiamo considerando la sua offerta di comperare la nostra terra. Ma non sarà facile perché la terra per noi è sacra.
L'acqua scintillante che corre nei ruscelli e nei fiumi non è solo acqua: è il sangue dei nostri avi. Se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovreste ricordare che essa è sacra, e dovreste insegnarlo ai vostri figli, dovreste insegnare loro, che ogni immagine che si rispecchia nell'acqua dei fiumi o dei laghi parla di avvenimenti e ricordi della vita del nostro popolo. Se vi vendiamo la terra, voi dovreste insegnare ai vostri figli che i fiumi e i laghi sono nostri fratelli e che meritano l'attenzione che merita un fratello.
Sappiamo che il bianco non capisce il nostro modo di essere. Per lui un pezzo di terra è uguale ad un altro. Lui è come un estraneo che arriva nella notte, strappa alla terra quello che gli è necessario e se ne va . Non guarda alla terra come ad una sorella ma come ad un nemico. E quando l'ha conquistata l'abbandona e parte per altri destini. Lascia indietro le tombe dei suoi padri e non se ne cura. Viola la terra dei suoi figli e non se ne cura. Tratta la sua madre terra e suo fratello, il cielo, come cose che si possono comprare, saccheggiare, vendere, come pecore o lucenti monili. Il suo appetito divorerà la terra e temo, che dietro, resterà solo il deserto.
Non so. Le nostre usanze sono diverse dalle vostre. L'immagine delle vostre città ferisce l'occhio del pellerossa, ma probabilmente perché il pellerossa è selvaggio e non capisce.
Non esiste tranquillità nelle città dei bianchi. Non c'è un posto dove si possa ascoltare il rumore delle foglie o il sussurro delle ali di un insetto. Ma forse dico questo perché sono un selvaggio e non capisco. Il rumore delle città disturba l'udito. Come sarebbe la vita dell'uomo se non potesse ascoltare il grido solitario del coyote o l'animata conversazione notturna dei rospi nello stagno? Io sono pellerossa e non capisco.
L’indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza lo stagno e preferisce l’odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria è preziosa per il pellerossa, perché tutte le cose condividono lo stesso respiro. Le bestie, l'albero, l'uomo tutti respirano la stessa aria. L'uomo bianco sembra non far caso all'aria che respira come un essere agonizzante da molto tempo, è insensibile al cattivo odore che emana.Ma se noi vi vendiamo la terra, voi dovreste ricordarvi che l'aria è sacra. L'aria che ha raccolto il primo respiro del nostro antenato e ne ha raccolto anche l'ultimo. Voi dovreste mantenerla intatta e sacra perché si possa assaporare il vento purificato dal profumo dei fiori.
Se decidiamo di vendere la terra, lo faremo ad una condizione, l'uomo bianco dovrà trattare gli animali e queste terre come suoi fratelli e sue sorelle
Io sono un selvaggio e non capisco altre forme di pensiero. Ho visto migliaia di bufali imputridire nella prateria, abbandonati dai bianchi dopo averli colpiti con il fucile da un treno in corsa. Io sono un selvaggio e non capisco come il cavallo di ferro, sia più importante del bufalo che noi sacrifichiamo soltanto quando ne abbiamo bisogno per sopravvivere.
Cos'è l'uomo senza animali? Se tutti sparissero l'uomo avrebbe una gran solitudine di spirito. Perché tutto quello che accade agli animali, in seguito si ripercuote sull'uomo.
Tutti noi esseri viventi siamo mutuamente dipendenti uno dall'altro.
Noi sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Noi sappiamo che tutte le cose appartengono ad una unica famiglia. Tutto è unito. Non è l’uomo che ha ordito le trame del tessuto della vita egli è solo uno dei suoi fili. Quello che l'uomo fa a questo tessuto lo fa a se stesso.
Noi sappiamo una cosa che l'uomo bianco non sa, ma un giorno scoprirà, il vostro Dio e il nostro Dio sono lo stesso Dio.
Voi pensate che Lui sia una vostra proprietà, come per la terra, ma non è così. E non sarà così. Lui è Dio di tutti gli esseri e la sua compassione è la stessa verso il popolo pellerossa e verso l'uomo bianco.
Per Lui la terra è preziosa e recar danno alla terra è disprezzare il Creatore.
Questo destino per noi è un mistero.
Ma noi siamo selvaggi e non capiamo quando vediamo tutti i bufali sacrificati, i cavalli selvaggi domati, gli angoli dei boschi impregnati dall'odore di molti uomini, le cime delle montagne macchiate di filo spinato.
Dov'è il bosco? E' sparito! Dov'è l'aquila? Sparita!
E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza. “

Buona Domenica... Mondo



Viaggiare è come sognare,
la differenza è che non tutti, al risveglio,
ricordano qualcosa,
mentre ognuno
conserva calda la memoria
della meta da cui è tornato.

Edgar Allan Poe

domenica 24 gennaio 2010

venerdì 15 gennaio 2010

Tra nuvole e lenzuola


Ore che lente e inesorabili
attraversano il silenzio
del mio cielo
per poi nascondersi
ad un tratto dietro nuvole
che straziano il sereno
sentirle riaffiorare
quando tutto
sembra aver trovato il giusto peso
aver la voglia
di rubarle al tempo
per potergli dare
tutto un altro senso...
stringimi ancora...
tra nuvole e lenzuola...

non farlo per un'ora...
non farlo mai per ora...


{Negramaro - Tra nuvole e lenzuola}

Le storie d'amore più belle...


{scritto da una ragazza}

Le storie d'amore più belle sono quelle che quando finiscono ti fanno sorridere con malinconia e rimpianto. Quelle che ti fanno rivivere poche ore milioni di volte.
Quelle in cui non puoi stare senza vederlo, senza parlargli.

Le storie d'amore più belle sono quelle dove il cuore ti batte ad ogni parola, ad ogni sguardo.
Quelle che ti fanno pensare e ripensare a ogni suo movimento. quelle che quando finiscono non muoiono mai.
Le storie d'amore più belle sono quelle dove cerchi i suoi occhi mentre fai l'amore, e poi tieni la sensazione, il suo ricordo.
Ed il suo odore ti resta nei capelli, sui vestiti, sulle labbra, nell'anima, ovunque ti abbia sfiorato.

Le storie d'amore più belle sono quelle che ti impediscono di cancellare i suoi messaggi sul cellulare, nonostante sia tutto finito, e ti abbia fatta soffrire.
Quelle che ti fanno piangere e ridere nello stesso momento, quelle che ti fanno litigare con gli amici, che non riesci a dimenticare neppure volendo. Le storie d'amore son quelle che ti fanno venire un vuoto allo stomaco quando pensi al primo bacio che ti ha dato.

Quelle che ti fanno dire "ti amo" con le mani sudate ed il cuore che trema. Quelle che ti fanno attaccare la sua foto sul diario e scrivere il suo nome dappertutto.
Le storie d'amore più belle sono quelle che ti fanno leggere gli oroscopi per sapere se dureranno per sempre.
Quelle che ti fanno abbassare lo sguardo se qualcuno te ne parla.
Che ti fanno ascoltare le canzoni che parlano d'amore.

Le storie d'amore più belle sono quelle che ti fanno andare dove c'è lui anche senza volerlo, nonostante abbiate appena litigato.
Quelle che ti fanno stare immobile davanti al telefono sperando che suoni, quelle che ti fanno guardare giù dalla finestra, sperando con il cuore in gola che lui arrivi.

Le storie d'amore più belle sono quelle che ti rendono gelosa appena lo vedi sorridere ad un'altra, quelle che ti fanno smettere di mangiare, che ti impediscono di dormire.
Quelle che ti fanno fermare a scrivere che cos'è una bellissima storia d'amore.

Le storie d'amore più belle sono quelle che ti entrano nel cuore e non ne escono mai più...

il vero io...


il vero io
è quello che tu sei,
non quello
che hanno fatto di te.

{Paulo Coelho}

lasciare il segno....

puoi vivere con un tale 20 anni e considerarlo un estraneo...
puoi passare con un altro 20 minuti
... e portartelo dentro tutta una vita...

{Oriana Fallaci}

La vera musica dell'amore...


La vera musica dell'amore

E' quando crediamo che solo noi possiamo amare
che mai nessuno prima di noi avrebbe potuto amare così
e che mai nessuno dopo di noi
amerà allo stesso modo.

{Johann Wolfgang Von Goethe}

Le 5 regole d'oro dell'impero romano ^_^


1 - Lavora sempre un po' meno della tua soglia minima de sopportazione ricordate de abbassa' ciclicamente i livelli di detta soglia.

2 - Nun te incazza' coi deboli, nun te incazza' coi forti, NUN TE INCAZZA' PROPRIO. E ricorda, i deboli fanno finta, domani saranno forti, quinni si proprio devi, menaje subito, nu li fa' cresce.

3 - Non tutti i mali vengono pe' nuoce, quindi tutte le vorte che hai fatto male a quarcuno, nun te sembra, ma je hai fatto bene, percio' nun te sta' a preoccupa', che te frega.

4 - Aiutati che tanto nun te aiuta nessuno. Ricorda infatti che Dio e' onnipresente, quinni, se voleva te aiutava prima.

5 - Nun scaja' mai la prima pietra si nun sei sicuro da piallo BENE. Sinno e' mejo che te la conservi pe dopo.

martedì 5 gennaio 2010

La Befana..che vien di notte.. con le


La Befana
di
Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana vien dai monti a notte fonda. Come è stanca! La circonda neve, gelo e tramontana. Viene viene la Befana. Ha le mani al petto in croce, e la neve è il suo mantello ed il gelo il suo pannello ed
il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce. E s’accosta piano piano alla villa, al casolare, a guardare, ad ascoltare or più presso or più lontano. Piano piano, piano piano. Che c’è dentro questa villa? Uno stropiccìo leggero. Tutto è cheto, tutto è nero. Un lumino passa e brilla. Che c’è dentro questa villa? Guarda e guarda…tre lettini con tre bimbi a nanna, buoni. guarda e guarda…ai capitoni c’è tre calze lunghe e fini. Oh! tre calze e tre lettini. Il lumino brilla e scende, e ne scricchiolan le scale; il lumino brilla e sale, e ne palpitan le tende. Chi mai sale? Chi mai scende? Co’ suoi doni mamma è scesa, sale con il suo sorriso. Il lumino le arde in viso come lampada di chiesa. Co’ suoi doni mamma è scesa. La Befana alla finestra sente e vede, e s’allontana. Passa con la tramontana, passa per la via maestra, trema ogni uscio, ogni finestra. E che c’è nel casolare? Un sospiro lungo e fioco. Qualche lucciola di fuoco brilla ancor nel focolare. Ma che c’è nel casolare? Guarda e guarda… tre strapunti con tre bimbi a nanna, buoni. Tra la cenere e i carboni c’è tre zoccoli consunti. Oh! tre scarpe e tre strapunti… E la mamma veglia e fila sospirando e singhiozzando, e rimira a quando a quando oh! quei tre zoccoli in fila… Veglia e piange, piange e fila. La Befana vede e sente; fugge al monte, ch’è l’aurora. Quella mamma piange ancora su quei bimbi senza niente. La Befana vede e sente. La Befana sta sul monte. Ciò che vede è ciò che vide: c’è chi piange e c’è chi ride; essa ha nuvoli alla fronte, mentre sta sul bianco monte.

Cos'è la politica...spiegata a un bambino

Un bambino torna a casa e dice al padre: oggi a scuola ci hanno chiesto: "che cos'e la politica? " Ma io non ho saputo rispondere. Me lo spieghi tu papa?

Certo figliolo, ti faccio un esempio!

Io lavoro e porto i soldi a casa. Quindi sono un CAPITALISTA.
La mamma amministra il mio guadagno e cura l'andamento della casa, Quindi rappresenta il GOVERNO.
Tu sei il figlio maggiore del quale dobbiamo preoccuparci e quindi tu rappresenti il POPOLO.
La tua sorellina che e ancora piccola rappresenta IL FUTURO DELLA NAZIONE.
La donna di servizio che lavora in casa rappresenta LA CLASSE OPERAIA.

Cosi ti ho spiegato che la politica e il rapporto tra tutte queste componenti!


La notte seguente il bambino si sveglia dal pianto della sorellina che dorme Vicino a lui ,si alza cercando di calmarla e vede che ha il pannolino slegato, ed e piena di cacca fino ai capelli,allora va in camera dei genitori per chiamare la mamma.
Ma questa dorme profondamente e non sente,il padre non c'e, allora va in camera della donna di servizio e bussa alla porta chiusa, ma nessuno risponde,spia dal buco della serratura e vede il padre che sta trombando con la cameriera.
Il bambino ritorna a letto e pensa:

ADESSO HO CAPITO COS'E' LA POLITICA...
1. IL CAPITALISTA SI FOTTE LA CLASSE OPERAIA
2. IL GOVERNO DORME E NON SENTE UN CAZZO
3. IL POPOLO... NESSUNO LO ASCOLTA
4. IL FUTURO DEL PAESE E' PIENO DI MERDA

{preso dal web}

lunedì 4 gennaio 2010

lascio parlare il cuore...ed ascolto in silenzio i tuoi occhi.


ho imparato che nessuno di noi è perfetto...
finchè non ci si innamora davvero
ma nella vita le cose
non vanno quasi mai come ci si aspetterebbe
e tutto diventa totalmente imprevedibile...
vale la pena di vivere per questo
ed avere fiducia nel domani
che tornerà azzurro
come ieri, più di ieri.

Negramaro - Un passo indietro

...La Cura


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.


{Franco Battiato - La cura}

CALLING YOU (BAGDAD CAFE) - Jevetta Steele

sabato 2 gennaio 2010

Gli uomini... che pazienza!!!




Quelli bravi, sono brutti.
Quelli belli, sono cattivi.

Quelli belli e bravi, sono gay.
Quelli belli, bravi ed eterosessuali, sono sposati.

Quelli non bellissimi ma bravi, non hanno soldi.
Quelli non bellissimi, bravi e con soldi, se non sono sposati sono plurifidanzati.

Quelli belli e senza soldi sono stupidi.
Quelli belli, non bravissimi, benestanti e ragionevolmente eterosessuali, non ci credono alla loro portata.

Quelli che ci considerano carine, che sono abbastanza bravi e hanno soldi, sono codardi...e magari tirchi.
Gli uomini che sono ragionevolmente carini, ragionevolmente benestanti, ragionevolmente bravi, sono timidi e non prendono mai l'iniziativa!

Quelli che non prendono mai l'iniziativa, perdono automaticamente l'interesse quando siamo noi a prendere l'iniziativa.
Quelli che prendono l'iniziativa sono pieni di dubbi e problemi che vogliono darci da risolvere.


Ma chi li capisce questi uomini?

Se non vai a letto con loro.... non li ami.
Se non sei desiderosa di loro hai altro per la testa ..

Se gliela dai subito sei mignotta.
Se non gliela dai subito sei stronza.

Se sei tenera con loro.... sei una stupidina.
Se non lo sei... sei un'insensibile.

Se non ti curi del tuo aspetto... sei trasandata.
Se ti curi troppo... vuoi far la civetta con un altro.

Se non lavori... sei una semplice casalinga.
Se lavori (e guadagni più di loro)... si incavolano.

Se devono sempre pagare loro.... è un approffittarsene.
Se paghi tu..... si sentono sminuiti.

Se loro fanno carriera... è per le loro capacità.
Se la fai tu... è perché sei andata a letto con il capo.

Se loro escono con altre... fa parte della loro natura.
Se tu esci con altri... sei infedele.

Se esci con un uomo senza soldi... fai l'intellettuale da strapazzo.
Se esci con un miliardario... sei un'interessata.

Un uomo a 40 anni non sposato.... è single ricercatissimo.
Se tu a 40 anni non ti sei sposata... ormai hai perso il treno.

Se hanno 50 anni rimorchiano quelle che vogliono.
Se hai 50 anni sei fuori giro.

Se sei di cattivo umore... sei una nevrotica.
Se lo sono loro... poverini, non li capisci!

Se sei brutta... non ti degnano di uno sguardo.
Se sei bella sei stupida.

Se sei bella e intelligente.. . ti temono.
Se sei bella, ricca e intelligente... ti trattano come un delfino bianco.

Se ti fanno le corna hanno commesso uno stupido errore.
Se lo fanno e li prendi a calci... non hai pazienza..

Se hanno un amante... è perché a casa loro non trovano ciò di cui hanno bisogno.
Se l'amante è il tuo... sei una puttana!

Se loro vanno in giro con una più giovane... bravo, bravo, bravo!
Se lo fai tu... sei patetica!

Se sono insopportabili... cerca di capirli, hanno avuto una giornataccia!
Se lo sei tu... hai le mestruazioni!

Dedicato a....



A chi insegue un sogno nella vita
ai tenaci, ai testardi, agli ostinati
a chi cade e si rialza
a chi ci prova sempre e a chi non molla mai.

Perché loro sono quelli che guardano avanti
quelli che sperimentano sempre
quelli che credono nel futuro
e non smettono mai di sognare.

Quelli che si sentiranno vecchi
solo quando i rimpianti
saranno superiori ai sogni...

Sulla pelle di Lei....



Carezza che scivola
sul collo
lenta come goccia
sull'incavo del collo
e la lingua ne cerca il sapore

ne cerca il sapore
mischiato a quello di pelle
calda e vibrante
gustando l'alfabeto dei sensi
risvegliato
ed è piacere che intarsia
che con saliva di miele
disegna l'ansimo
sul ventre
che freme

freme l'inguine
sotto le ondate
di miele che scuotono
e sciolgono il membro
sollevato ad anelare
il nettare che scolpisce il piacere

e sono gambe che circuiscono
movimenti che inchiodano
mentre le bocche sature
schiumano voglia

voglia di perdersi in vortice
di pelle, respiro e tocco
di esser inghiottiti in quella schiuma
per ritrovarsi nudi
con il profondo addosso

nell'intimo arbitrio
che il piacere colora
mentre le spinte sono il sussulto
che l'ora non teme.

{trovato sul web}

Frasi famose nel mondo dell'informatica


1- "Internet... ben presto esploderà in modo spettacolare, come una supernova, e nel 1996 collasserà catastroficamente." (1995, Robert Metcalfe, fondatore della 3Com, inventore dello standard Ethernet per le reti informatiche locali.)

2- "Ma che bisogno avrebbe una persona di tenersi un computer in casa?" (1977, Kenneth Olson, fondatore della Digital Equipment Corporation.)

3- "Penso che ci sia richiesta mondiale per circa cinque computer." (1943, Thomas J. Watson Jr., in seguito diventato presidente dell'IBM.)

4- "Una unità di calcolo sull'ENIAC è dotata di 18.000 valvole termoioniche e pesa 30 tonnellate, ma può darsi che in futuro i computer abbiano soltanto 1000 valvole e pesino soltanto una tonnellata e mezza." (1949, rivista Popular Mechanics)

5- "Questo cosiddetto 'telefono' ha troppi difetti per poterlo considerare seriamente come mezzo di comunicazione. Il dispositivo è intrinsecamente privo di valore, per quel che ci riguarda." (1876, comunicazione interna della Western Union.)

6- "Benché la televisione sia forse realizzabile dal punto di vista teorico e tecnico, dal punto di vista commerciale ed economico è impraticabile." (Lee DeForest, un inventore)

7- "Ritengo che il cinema sia destinato a rivoluzionare il nostro sistema scolastico e che in pochi anni soppianterà in gran parte, se non del tutto, l'uso del libro di testo." (1922, Thomas Edison)

8- "La bomba [atomica] non esploderà mai. Lo dico come esperto in esplosivi." (Ammiraglio William Leahy, membro del progetto statunitense per la realizzazione della bomba atomica.)

9- "Gli aeroplani sono giocattoli interessanti, ma di nessun valore militare." (Ferdinand Foch, Professore di Strategia, Ecole Superieure de Guerre, nonché comandante in capo degli eserciti alleati in Francia durante le fasi finali della prima guerra mondiale.)

10- "[Linux] probabilmente non supporterà mai altro che i dischi rigidi AT." (1991, Linus Torvalds, creatore del sistema operativo Linux)

11- "I programmi Microsoft sono generalmente esenti da bachi." (1995, Bill Gates)


....Fiducia