venerdì 11 giugno 2010

FIORELLA MANNOIA & JAMES TAYLOR LIVE

giovedì 10 giugno 2010

CYRANO - Francesco Guccini

GucciniFrancesco CYRANO

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano
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mercoledì 9 giugno 2010

Inno della guerra di secessione americana


La guerra di secessione americana (1861-65), come tutte le guerre civili, fu combattuta con particolare asprezza tra le due parti, gli Stati dell’Unione (i Nordisti) e gli Stati della Confederazione (i Sudisti).
La vittoria dei Nordisti portò all’abolizione della schiavitù e accellerò lo sviluppo industriale della nazione.
Come in tutte le guerre, i canti e le marce militari ebbero una parte significativa, entrarono nella memoria di un popolo e, attraverso i mass media e i films (chi non ricorda Il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick?), nella cultura musicale in genere.
I Sudisti trovarono in Dixie il loro inno. I Nordisti marciarono al canto di John Brown.
Ma la canzone che più di ogni altra è il simbolo di questa guerra è When Johnny Comes Marching Home, o semplicemente Hurrah!
Venne pubblicata da Patrick Sarsfield Gilmore nel 1863 e dedicata all’Esercito e alla Marina dell’Unione.
Un canto nordista, dunque, ma che auspicava la fine della guerra e il felice ritorno a casa del soldato Johnny.
La musica e perfino le parole si ispirano ad un precedente canto popolare irlandese (Johnny We Hardly Knew Ye), che però ha un significato più nettamente antimilitarista.


When Johnny comes marching home again,
Hurrah! Hurrah!
We'll give him a hearty welcome then
Hurrah! Hurrah!
The men will cheer and the boys will shout
The ladies they will all turn out
And we'll all feel gay,
When Johnny comes marching home.
The old church bell will peal with joy
Hurrah! Hurrah!
To welcome home our darling boy
Hurrah! Hurrah!
The village lads and lassies say
With roses they will strew the way,
And we'll all feel gay
When Johnny comes marching home.
Get ready for the Jubilee,
Hurrah! Hurrah!
We'll give the hero three times three,
Hurrah! Hurrah!
The laurel wreath is ready now
To place upon his loyal brow
And we'll all feel gay
When Johnny comes marching home.
Let love and friendship on that day,
Hurrah, hurrah!
Their choicest pleasures then display,
Hurrah, hurrah!
And let each one perform some part,
To fill with joy the warrior's heart,
And we'll all feel gay
When Johnny comes marching home.
When Johnny...


Quando Johnny ritornerà marciando a casa,
Urrà! Urrà!
Gli daremo di cuore un benvenuto
Urrà! Urrà!
Gli uomini saluteranno e i ragazzi strilleranno
Tutte le donne usciranno fuori,
E tutti ci sentiremo felici
quando Johnny tornerà marciando a casa.
La vecchia campana della chiesa risuonerà di gioia
Urrà! Urrà!
Per accogliere il nostro caro ragazzo,
Urrà! Urrà!
Diranno ragazzi e ragazze del villaggio
Copriranno di rose la strada,
E tutti ci sentiremo felici
quando Johnny tornerà marciando a casa.
Preparatevi al festeggiamento,
Urrà! Urrà!
Che faremo al nostro eroe tre volte tre,
Urrà! Urrà!
La corona d'alloro è pronta adesso
Per ornare la sua fronte leale,
E tutti ci sentiremo felici
quando Johnny tornerà marciando a casa.
Pace ed amicizia quel giorno,
Urrà! Urrà!
Mostrino dunque i loro eletti piaceri,
Urrà! Urrà!
E ciascuno faccia la sua parte,
Per riempire di gioia il cuore del guerriero,
E tutti ci sentiremo felici
quando Johnny tornerà marciando a casa.

Il disco di culto che conquista il Web custodito nel pc del ragazzino suicida



C'è un album che sta facendo il giro dei blog di mezzo mondo, un successo che non avrà mai un seguito. Da giugno è arrivato anche in Italia, distribuito da una piccola etichetta indipendente. E’ nato sul web, crescendo fra link, forum, chat ed eroi virtuali. Si chiama "A society in which no tear in shed is inconceivably mediocre". Dura quaranta minuti, eppure dentro c'è tutta una vita. Quella brevissima di Vinicius Gageiro Marques, il ragazzino brasiliano che nel luglio del 2006 ha deciso di uccidersi in diretta. Ha disseminato la casa di bigliettini, si è collegato ad un forum, ha barricato la porta del bagno, riempito la stanza di monossido di carbonio. Gli amici conosciuti in Rete hanno seguito la sua fine passo per passo. Avrebbe compiuto diciassette anni un mese dopo.
Prima, aveva lasciato una lettera ai genitori. Spiegava che non avevano colpe, chiedeva che rispettassero il suo gesto. Indicava l'indirizzo del suo blog, e raccomandava che la sua musica rimanesse lì, dentro l'hard disk. «Era serio, forse troppo serio» ricorda la madre Ana Maria, psicanalista e professoressa universitaria. «L'ho capito subito: la sua sensibilità era anche la sua debolezza».
Quando Luiz, il padre, segretario alla Cultura di Rio Grande, ha acceso il computer insieme all'investigatore della polizia che era piombato in casa dopo la telefonata, ha trovato un file pieno di mp3. Il testamento del figlio. Luiz ha scoperto che Vinicius, sul web, si faceva chiamare Yonlu, e non aveva mai spiegato il perchè, nemmeno ai fan che l'hanno seguito fino alla morte. «Suppongo che fosse un modo per tenere separata la musica dalla vita vera» ragiona Sam Miller, che aveva conosciuto Vinicius su un forum dedicato ai Radiohead. Online Yonlu aveva creato una ragnatela di rapporti, quelli che fuori non aveva mai avuto. In coppia con il compositore inglese Sabrepulse aveva realizzato collage e partecipato a concorsi fotografici in Tailandia e Giappone, scritto recensioni sul suo idolo Joao Gilberto, il cantautore brasiliano a cui diceva di ispirarsi, insieme all'altro genio ragazzino, Nick Drake, che per togliersi la vita aveva aspettato di compiere venticinque anni. Sul blog Vinicius scriveva in portoghese, inglese e francese. Raccontava la sua passione per i libri di Kafka, scoperto alla scuola media. E postava le canzoni registrate in cameretta. «Forza, qualcuno dica qualcosa di bello sui miei pezzi prima che mi uccida» aveva scritto. Sui forum gli mp3 di Yonlu hanno continuato a girare finchè sono arrivati sulla scrivania di David Byrne, guru della musica elettronica, ex leader dei Talking Heads e compagno di sperimentazioni di Brian Eno, che ha messo insieme i frammenti di musica e ne ha fatto un album, pubblicato dall'etichetta discografica Luaka Bop.
L'unico modo per vedere un concerto di Yonlu è affidarsi a YouTube. Sul sito di condivisione video c'è la sua sola performance, cliccatissima. Suona la chitarra classica, la faccia nascosta dal ciuffo. Accende la webcam, la punta su di sé, parte con il primo accordo. Dopo due minuti e quattro secondi la mano spegne la videocamera. Poi scrive: «Credo che il ritmo e l'armonia, se ascoltati nel momento giusto, possano rende felici anche i momenti più bui».

venerdì 4 giugno 2010

la vita non è uno scherzo

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet

lo sconosciuto del "GPS"



Il Gps, questo sconosciuto. Della serie: “e’ utile sapere”. Ormai e’ una funzione che ha la maggior parte degli smartphone. E’ diventato una presenza costante della nostra vita, ma ne sappiamo ben poco. Ecco, quindi, qualche notizia e qualche curiosita’ sul Global Positioning System. I primi studi sui sistemi di navigazione satellitari risalgono al 1960 e furono compiuti per conto della marina militare statunitense. Oggi, in cielo sopra di noi volano 24 satelliti attivi (anche se il numero di quelli in orbita e’ ormai arrivato a 30, di cui un paio fungono da “pezzi di ricambio”). Sulla testa di ognuno di noi, ve ne sono 6. Ogni satellite fa un giro della terra ogni 12 ore viaggiando con una velocita’ di 11mila chilometri all’ora e ad un’altezza di 20mila chilometri. La prima costellazione di 24 satelliti e’ stata completata nel 1994 (il primo di questi e’ in orbita dal 1989). Per definire una posizione, un ricevitore Gps combina i segnali di almeno 4 satelliti, anche se in alcuni casi, 3 sono sufficienti. Il Gps e’ stato aperto all’uso civile dopo la tragedia del 1983, quando un aereo coreano entro’ per sbaglio nei cieli sovietici e per questo fu abbattuto provocando 269 morti. Fino al 2000, i civili hanno utilizzato il Gps con il “Selective Availability”, errore casuale inserito per motivi di sicurezza dal governo Usa. Il GPS e’ in costante aggiornamento e nuovi satelliti stanno per essere lanciati in orbita. Oltre al Gps esistono anche altri sistemi di navigazione satellitare. L’Unione europea sta lavorando su un sistema denominato Galileo. La Russia ha Glonass (in partnership con l’India). E la Cina ha piani per un sistema chiamato Compass.

immagini censurate agli albori del cinema

Le scene censurate degli anni ‘20 e ‘30 sono state ritrovate in un vecchio cinema in Pennsylvania

La scoperta è stata incredibile. In un vecchio cinema della Pennsylvania – simile al “Cinema Paradiso” del film di Tornatore – un cinefilo ha ritrovato dei brandelli di pellicola. Su quegli scampoli di film c’erano le scene tagliate – letteralmente – dai film degli ani ‘20 e ‘30 del ‘900: quando cioè il cinema aveva pochi anni di vita, e il senso comune considerava “oseé” scene che oggi farebbero sorridere.


Quelle immagini sono però talmente affascinanti che ne è stato ricavato un piccolo filmato, proiettato per la prima volta alla 72 ore di Film Festival a Frederick, nel Maryland. Ma il grande successo l’ha avuto ora, diventando un fenomeno su Internet.

Il video sceglie inoltre di aprire con un preciso monito che è riportato integralmente nel video: “nel passato, autori ed esercenti erano costretti a rimuovere le seguenti scene cosiddette scandalose per non rischiare l’arresto. Anche le nostre forme attuali di censura e gli standard morali appariranno così ridicoli ai pubblici del futuro? Non lasciate che gli altri decidano come voi o la vostra arte vi dobbiate presentare. Rischiate di più di quanto gli altri non pensino sia sicuro”.

mercoledì 2 giugno 2010

La Cappella Sistina visita virtuale

Viaggio virtuale all’interno della Cappella Sistina. Basta cliccare sul link in basso o sulla foto. Provate!

clicca qui per il viaggio virtuale nella cappella sistina

Le donne non devono…….

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Le donne non devono profumarsi.
Le donne non devono indossare abiti ornati.
Le donne non devono indossare abiti di stoffa sottile.
Le donne non devono indossare abiti attillati.
Le donne devono coprire interamente il loro corpo.
Gli abiti delle donne non devono assomigliare a quelli degli uomini.
Gli abiti delle donne non devono assomigliare a quelli delle donne non musulmane.
Gli ornamenti dei loro piedi non devono produrre alcun suono.
Le donne non devono indossare abiti fruscianti.
Le donne non devono camminare al centro della strada.
Le donne non devono uscire di casa senza il permesso del marito.
Le donne non devono parlare con estranei. Se hanno necessità di farlo, devono farlo a bassa voce e senza ridere.
Le donne non devono guardare gli estranei.
Le donne non devono avere a che fare con gli estranei.

(Estratto dalla normativa emanata dal governo afgano nel 1992).

Peppino Impastato 32 anni dopo

Appartiene al tuo sorriso
l’ansia dell’uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un pò d’attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore.
Peppino Impastato



Peppino Impastato è morto a 30 anni. Lo hanno fatto espoldere sui binari della tratta Palermo-Trapani dopo averlo legato. Dopo la morte, ha subito anni di calunnie. Lo hanno attaccato perchè era un militante della Sinistra. Come si conviene, in questo stato di merda, coloro che lottano per la libertà e per la verità, vengono trattati come pezze da piedi.
L’omicidio di Peppino è tutt’ora avvolto nell’ombra. Don Tano - Gaetano Badalamenti, condannato come mandante del suo assassinio solo nel 2002 all’ergastolo, sembra non essere l’unico colpevole. Sembra che, forse, dietro ci possa essere la mano di qualche altra forza. Altre entità “superiori”. Forse addirittura la mano dello stato che per troppo tempo non ha voluto rendere omaggio a questa persona. Attilio Bolzoni, in una breve videointervista a Repubblica, spiega che, nella strage di Impastato, sono ritrovabili gli stessi elementi presenti nella trattativa tra Stato e Mafia culminata con le stragi ‘92 e ‘93 e tutt’ora in corso.

Peppino Impastato, nato e vissuto a Cinisi, giornalista, politico, attivista e conduttore radiofonico, divenne celebre per la sua trasmissione, su Radio Aut, “Onda Pazza”, all’interno della quale raccontava, screditava e derideva la forza mafiosa che, proprio in quel priodo, era più radicata nel suo paesino, nel quale risiedeva, a cento passi da casa Impastato, il boss Badalamenti o, come lui lo chiamava, Tano Seduto.

L’omicidio era addirittura stato considerato come un fallito attentato del giornalista stesso. Solo nell’84, grazie Rocco Chinnici e Antonio Caponnetto, viene firmata una sentenza di delitto mafioso a carico di ingoti.

Ciò che però rende ancora più forte la voglia di memoria di questo personaggio, è il fatto che fu lui stesso un erede mafioso. Nacque ciò in una famiglia mafiosa: padre, zio ed il cognato, il capomafia Cesare Manzella. Ma già da ragazzo Peppino si ribella e viene cacciato del padre perchè contro il metodo mafioso. Ed è forse in quel momento che la vita di Impastato si concentra tutta sulla lotta alla mafia. La voglia di ribellarsi ad una morsa sempre più stretta di criminalità organizzata.

Questi sono i nostri eroi. Come lui ce ne sono stati e, tanti, ce ne saranno tanti. Bisogna ricordarli per quello che hanno fatto e per cosa gli è stato fatto. Non si può ricordare sempre le solite persone che, per di più, non meritano neanche un pensiero, ma solo la più totale dell’indifferenza.

martedì 1 giugno 2010

Like a Rolling Stone..rieletta la canzone più bella di sempre

Fra pochi anni compirà mezzo secolo, ma continua a emozionare come se fosse stata appena pubblicata. Like a Rolling Stone, la celebre canzone di Bob Dylan presente nell'album Highway 61 Revisited del 1965, è stata rieletta la canzone più bella di sempre dal magazine americano "Rolling Stone", la Bibbia della musica leggera. La nuova classifica delle 500 canzoni più importanti della storia della musica è stata stilata da 200 esperti musicali e comparirà in uno dei prossimi numeri della popolare rivista americana. Come racconta il sitoweb di Le Figaro non è la prima volta che Rolling Stone stila una classifica del genere: già nel 2003 gli esperti della rivista avevano pubblicato la lista dei 500 brani più belli e adesso non hanno fatto altro che aggiornarla. Tuttavia, come sette anni fa, ai primi posti della lista si confermano per lo più canzoni degli anni sessanta e settanta.

Like a Rolling Stone, sul cui significato enigmatico sono stati versati fiumi d'inchiostro, non solo ha segnato un'epoca, ma ha dato una svolta decisiva alla carriera del menestrello americano. Oltre a coniugare perfettamente sonorità rock e folk, Dylan con questa canzone abbandonò per sempre quell'immagine di profeta che si era costruito negli anni passati e divenne uno dei simboli della rabbia e della protesta del tempo. Secondo gli esperti il brano continua a meritare il primato perché "nessun’altra canzone ha mai sfidato e trasformato i codici commerciali e le convenzioni artistiche della sua epoca così profondamente. Al secondo posto si piazza Satisfaction dei Rolling Stones, scritta nel 1965 da Mick Jagger e Keith Richards e pubblicato nello stesso anno come singolo. Il brano, che resta uno dei punti più alti toccati dalla band britannica, fu inizialmente trasmesso in Europa solo da emittenti pirata perché nel testo c’erano espliciti riferimenti al sesso. Al terzo posto troviamo l'intramontabile Imagine di John Lennon. Pubblicata nell'omonimo album del 1971, nel corso degli anni la canzone è diventata simbolo di pace e fratellanza.

Seguono altre famosissime liriche. Al quarto posto What's going on di Marvin Gaye, presente nell'omonimo album pubblicato dall'artista di colore nel 1971. Reinterpretata da tantissimi altri artisti negli anni successivi, questa canzone combina differenti generi musicali come il jazz, il soul e il classico. Al quinto posto Respect di Aretha Franklin: questo pezzo, inciso originariamente nel 1965 da Otis Redding, divenne famoso nel 1967 quando la cantante americana ne propose una nuova versione. Il brano divenne il simbolo dei movimenti femministi e della lotta contro l'apartheid in Sudafrica. Seguono Good Vibrations dei Beach Boys, Johnny B. Goode di Chuck Berry, Hey Jude dei Beatles e Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Gli esperti del magazine confermano che gli anni '60 sono stati il decennio d'oro della musica leggera: ben 195 canzoni presenti nella top 500 appartengono a quell'epoca. L'annus mirabilis, invece, è il 1965 (non a caso le prime due canzoni in classifica furono pubblicate proprio in quell'annata). Infine i più presenti nella top 500 sono i Beatles e i Rolling Stones. I primi hanno ben 23 brani nella classifica generale, i secondi quattordici. Seguono Bob Dylan con tredici pezzi ed Elvis Presley con undici.




Una volta ti sei vestita in modo molto carino
il tuo fondo schiena è stata una parte molto apprezzata nei suoi tempi migliori, non è vero?
le persone ti hanno chiamata, dicendo "Attenzione bambola, stai per arrivare al tramonto"
Tu credevi che si prendessero gioco di te
ci ridevi su
ognuno che si lasciava andare
ora non parli a voce così alta
ora non sembri così orgogliosa
di dover scroccare il tuo prossimo pasto

Come ci si sente
come ci si sente
a non avere una casa
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolante')?

tu hai frequentato tutte le scuole più raffinate, Signorina Solitaria
Ma sai che l'hai fatto solo per sentirti elettrizzata
e nessuno ti ha mai insegnato come vivere in strada
ed ora scopri che devi abituarti alla situazione
hai detto che non sei mai scesa a compromessi
con il misterioso vagabondo, ma ora comprendi
che non ti sta concedendo alcun alibi
mentre tu guardi nel vuoto dei suoi occhi
e gli chiedi 'vuoi fare un affare'?

Come ci si sente
come ci si sente
a starsene per conto proprio
con nessuna fissa dimora
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolante')?

non ti sei mai guardata intorno per vedere le espressioni accigliate sulle facce dei giocolieri e dei clown
quando ritornavano alla realtà e ti facevano gli scherzi
non hai mai capito che non era una cosa positiva
non hai mai lasciato che altre persone si prendessero i calci destinati a te
eri abituata ad andare a spasso sul cavallo cromato con il tuo diplomatico
che portava sulla sua spalla un gatto siamese
non è difficile scoprire
che lui non è dove ha detto che sarebbe stato
dopo che ha ottenuto da te tutto ciò che poteva rubarti

Come ci si sente
come ci si sente
a starsene per conto proprio
con nessuna fissa dimora
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolante')?

La principessa sul trono e tutte le persone carine
stanno bevendo, pensando che è merito loro
se ci si scambia cose preziose e doni
ma è meglio che tu sollevi il tuo anello di diamanti, e che lo mostri come garanzia
eri abituata ad essere così divertita
al Napoleon indossavi abiti logori ed il linguaggio che lui ha usato...
va da lui ora, ti chiama, non puoi rifiutarti
quando tu non hai nulla, non hai nulla da perdere
sei invisibile ora, non hai più segreti da nascondere

Come ci si sente
come ci si sente
a starsene per conto proprio
con nessuna fissa dimora
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolante')?

Clint Eastwood, 80 anni



Mito del cinema western e uno dei più prolifici registi americani di fine secolo, Clint Eastwood nasce a San Francisco il 31 maggio 1930. Nel 1954, a 24 anni, gli si presentano due occasioni: studiare scienze commerciali o dedicarsi alla recitazione. Grazie a David Janssen e Martin Miller, due amici attori, sostiene, senza esserne troppo convinto, un provino per la Universal. La casa di produzione lo mette sotto contratto per 75 dollari a settimana per 10 mesi. La carriera comunque non ha un avvio facile, compare infatti in una serie di B-Movies, dove non viene nemmeno accreditato. Il successo arriva con il telefilm di ambientazione western "Rawhide", per il quale fra l'altro viene scelto in modo casuale: si era infatti recato a trovare un amico negli studi della CBS, e uno dei dirigenti della società, vedendolo, lo ritenne perfetto per il ruolo.
Nella metà degli anni '60 ha inizio il sodalizio con Sergio Leone, maestro del cinema western italiano. Sodalizio che durerà per anni e che frutterà a entrambi la fama internazionale. "Per un pugno di dollari", "Per qualche dollaro in più" e "Il buono, il brutto e il cattivo" ebbero infatti un successo insperato, grazie soprattutto allo stile del regista nel descrivere il mondo di frontiera, ma anche al protagonista stesso, nel ruolo del cowboy freddo e spietato, parte che sembrava essergli stata cucita addosso.
Una curiosità: pare che il celebre poncho che Eastwood indossa nella trilogia di Leone non sia mai stato lavato per scaramanzia fino alla fine della lavorazione del terzo film.
Alla fine degli anni '60 fonda negli USA una sua casa di produzione, la Malpaso Company, abbandona il personaggio del pistolero solitario per vestire quelli del poliziotto dai modi spicci e in rotta coi superiori, l'ispettore Callaghan, chiamato anche "Harry la Carogna" (Dirty Harry in lingua originale). La serie di Callaghan si comporrà di 5 film, non tutti all'altezza del primo, "Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo" (1971) diretto da Don Siegel, dove l'interpretazione che Clint Eastwood ci offre del personaggio è magnifica. Il film ebbe anche disavventure censorie, perché accusato di esaltare il "fascismo quotidiano" di chi si fa giustizia da solo (dopo aver portato a termine la missione nonostante gli ostacoli burocratici e l'ostracismo dei superiori, Harry getta il distintivo della polizia).
Con lo stesso regista Eastwood stabilirà uno stretto rapporto di amicizia e stima reciproca. Lo stesso Siegel infatti lo dirigerà in "Fuga da Alcatraz" (1978), divenuto vero e proprio classico del cinema carcerario.
Negli anni '70 inizia a lavorare anche dietro la macchina da presa, scelta che gli varrà la vera consacrazione nell'olimpo del cinema. La sua prima regia risale al 1971, con "Brivido nella notte", ne suguiranno altre, non tutte importanti.
Negli anni '80 si dedica anche alla carriera politica, diventando sindaco di Carmel by the Sea, località dove lui stesso vive. Nel 1988 dirige "Bird", storia del jazzista nero Charlie Parker, film acclamato dalla critica ma osteggiato proprio dai neri (fra cui Spike Lee), che lo hanno accusato di essersi impadronito di una cultura non sua.
Negli anni '90 centra un successo dopo l'altro: nel 1992 dirige "Gli spietati" (con Gene Hackman e Morgan Freeman), western crepuscolare e lontano dai miti stereotipati dei film sull'Ovest americano. Vince anche (finalmente) l'ambita statuetta per il Miglior film, dopo essere anche stato nominato per quella di Miglior attore.
Nel 1993 dirige un magnifico Kevin Costner in "Un mondo perfetto", struggente storia di un uomo che, dopo essere evaso e aver rapito un bambino, si lancia in una fuga tanto frenetica quanto vana. Con questo film Clint Eastwood si erge come uno dei registi più sensibili ed etici nel panorama americano.
Continua a dirigere grandi film, come "I ponti di Madison County" (1995, con Maryl Streep), "Potere assoluto" (1996, con Gene Hackman), "Mezzanotte nel giardino del bene e del male" (1997, con Jude Law e Kevin Spacey), "Fino a prova contraria" (1999, con James Woods), "Space Cowboys" (2000, con Tommy Lee Jones e Donald Sutherland) e "Debito di sangue" (2002). Nel 2003 arriva un nuovo capolavoro, "Mystic River" (con Sean Penn e Kevin Bacon), tragica storia di amicizia di tre uomini, rovinata dalla morte violenta della figlia di uno di loro.
Padre di cinque figli, nel 1996 sposa in seconde nozze la conduttrice tv Dina Ruiz. Tra il primo e il secondo matrimonio, per undici anni, vive con una sua collega, l'attrice Sondra Locke.
Clint Eastwood si è dunque affermato come regista di grande valore, pronto ad affrontare temi sempre difficili, e sempre con un rigore e un'intelligenza unica, che lo rendono amatissimo sia in patria che in Europa, dove fra l'altro i suoi film hanno sempre un riconoscimento particolare alla manifestazione cinematografica di Venezia, dove nel 2000 gli è stato conferito il Leone alla Carriera.
Dopo cinquant'anni di carriera e sessanta pellicole, l'attore e regista è approdato ad una maturità artistica che giustifica appieno il suo status di icona di Hollywood.
Con il suo lavoro "Million Dollar Baby", Clint Eastwood ha strappato a "The Aviator" di Martin Scorsese lo scettro di migliore regista e quello di miglior film agli Oscar 2005.
Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo "Flags of our Fathers" (2006), "Lettere da Iwo Jima" (2007), "Gran Torino" (2008).
Nel 2009 (nel sondaggio annuale di Harris Poll) è stato votato come l'attore preferito dell'anno, scalzando Denzel Washington dalla vetta della classifica.
Nel 2010 esce nelle sale "Invictus", ispirato alla vita di Nelson Mandela (con Morgan Freeman nel ruolo di Mandela e Matt Damon nel ruolo di Francois Pienaar, capitano della nazionale di rugby sudafricana) e tratto dal romanzo "Playing The Enemy: Nelson Mandela and the Game That Changed a Nation" (di John Carlin).
Filmografia Essenziale:
· 1964 - Per un Pugno di Dollari
· 1965 - Per Qualche Dollar in Più
· 1966 - Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo
· 1968 - Impiccalo più in alto
· 1971 - Brivido nella Notte (regista)
· 1971 - Ispettore Callaghan - Il caso Scorpio è tuo
· 1973 - Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan
· 1974 - Una Calibro 20 per lo Specialista
· 1976 - Cielo di Piombo, Ispettore Callaghan
· 1978 - Fuga da Alcatraz
· 1983 - Coraggio...Fatti Ammazzare
· 1986 - Gunny
· 1988 - Bird (regista)
· 1992 - Gli Spietati (anche regista) - Oscar alla Regia
· 1993 - Un Mondo Perfetto (anche regista)
· 1995 - I Ponti di Madison County (anche regista)
· 1996 - Potere Assoluto (anche regista)
· 1999 - Fino a prova contraria (anche regista)
· 2000 - Space Cowboys (anche regista)
· 2002 - Debito di Sangue (anche regista)
· 2003 - Mystic River (regista)
· 2004 - Million Dollar Baby (regista)
· 2006 - Flags of Our Fathers (regista)
· 2007 - Lettere da Iwo Jima (regista)
· 2008 - Gran Torino (anche regista)
· 2010 - Invictus (regista)

The Vegetable Orchestra-L'ORCHESTRA CHE SUONA LE VERDURE

sembrerebbe un'orchestra qualunque, eppure hanno qualcosa di speciale: i loro strumenti sono tutti degli ortaggi. Trombette di peperoni, violini di porro, bonghi di sedano, batterie di zucche, flauti di carote, e molte altre varietà di strumenti musicali, preparati dalla Vienna Vegetable Orchestra con delle verdure. L'orchestra degli ortaggi nasce quando i suoi componenti, ai tempi della scuola, hanno iniziato a suonare gli ortaggi per divertimento, capendo in seguito che poteva diventare un successo. Ogni componente fabbrica il proprio strumento con l'ortaggio che preferisce, intagliandolo e modellandolo a suo piacimento. Dopo 12 anni di esperienza i membri dell'orchestra vegetale hanno avuto modo di studiare tutti gli ortaggi del mondo, capendo quali siano i più adatti alla musica, valutando tante caratteristiche, come la stagionatura e la quantità di acqua

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